Testi di Adriano Carnevali

 

 

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BLU – E' il colore che la grande Grazia Nidasio (creatrice di tanti storici personaggi del fumetto, da Alibella a Valentina "mela verde" e Stefi) riteneva sarebbe stato più adatto per creature fuori dalla norma come i Ronfi. I Ronfi stessi avrebbero gradito molto una pelliccia estrosa, meno banale di quella rossiccia di cui sono dotati. Ma (a parte il fatto che il copyright della tinta blu apparteneva già ai Puffi), a dispetto di quanto i Ronfi vorrebbero far credere, essi non sono affatto animali straordinari e di speciale hanno solo l'ottusità mista a saccenteria che li contraddistingue.

 

BOSCO DEI RONFI (IL) – E' questo il titolo dell'unico libro di cui i Ronfi sono stati finora protagonisti, pubblicato da Mursia nel 1983. Per lo stesso editore furono realizzati inoltre alcuni "libretti-gioco" per i lettori più piccoli. Il bosco dei Ronfi raccoglie diversi episodi già usciti sul Corriere dei Piccoli. Per propagandare l'uscita del libro venne, tra l'altro, confezionato un costume da Ronfo: con questo indosso, una volenterosa ragazza incaricata dalla casa editrice aveva il compito di distribuire gadget "ronfeschi" e richiamare l'attenzione dei potenziali piccoli acquirenti davanti all'entrata di diverse prestigiose librerie milanesi. Il risultato fu alquanto sconfortante: alcuni ragazzini scambiarono il Ronfo di dimensioni umane per il Tenerone, un pupazzo (antenato del Gabibbo) allora molto in voga perché era tra i protagonisti di Drive In, programma televisivo di grande successo in quegli anni; altri, più cresciuti e scafati, accortisi che nel costume si nascondeva una bella ragazza, cominciarono a infastidirla. Il bosco dei Ronfi ebbe comunque un discreto successo; i diritti del libro vennero in seguito acquistati da un editore spagnolo che lo pubblicò con il titolo El bosque de los Ronquis. Mursia avrebbe dovuto pubblicare un secondo libro, intitolato Vita da Ronfi : questo era già pronto per la stampa, ma non se ne fece niente (a questo proposito vedi la voce: Iniziative Abortite). 

 

CASTORO – E' l'animale che il Ronfo invidia di più e del quale vorrebbe possedere le ammirevoli doti di costruttore. Ogni tentativo da parte dei Ronfi di imitare le realizzazioni dei castori si è finora rivelato assolutamente disastroso. 

 

CINQUANTOTTO – Gli anni (attuali) dell'estensore delle voci di questa encicloronfopedia, il che spiega come l'età anagrafica possa talvolta (per fortuna - lo diciamo per tranquillizzare le giovani generazioni - non frequentemente) giungere a sopravanzare di mezzo secolo quella psichica.  

 

CORRIERE DEI PICCOLI – Giornale "cult" per intere generazioni di Italiani, con esclusione dei responsabili della RCS, la casa editrice che lo pubblicava, i quali pensarono bene di sbarazzarsi del fastidioso (per loro) "vecchietto" (era nato nel 1908 e per poco non arrivò a festeggiare i novant'anni). Il "Corrierino" fu per una quindicina di anni la "casa" dei Ronfi, che vi abitarono con sommo piacere in compagnia di illustri amici: solo per ricordarne alcuni, e scusandoci con gli altri, la mitica Stefi, della grande Grazia Nidasio, la Pimpa di Altan, che fortunatamente è tuttora vivissima e vegeta su un giornale interamente suo, i Cuccioli di Fabio Visintin, il Pinguino Pasticcione e i Pittipotti di Ostani e Mattotti (sì, proprio lui). 

 

ERBA RONFA – Vegetale non meglio identificato indispensabile per la fabbricazione del legno dolce, ovvero per la trasformazione di qualsiasi tipo di legno (ma preferibilmente i tronchi e i rami di conifere) nell'alimento prediletto dai Ronfi (vedi anche la voce Legno Dolce). 

 

EVOLUZIONE – Per qualche misteriosa ragione non ancora sufficientemente indagata dagli studiosi, anche i Ronfi, a dispetto delle proprie scarse capacità di base, si sono venuti evolvendo, come si può rilevare dalle loro vicende, articolate in due successivi "filoni:

a) Storie dei Ronfi "selvatici": questi Ronfi vivono nel bosco, in comunità, in un villaggio di casette molto semplici, sorta di tane appena un po' più evolute. Si nutrono prevalentemente di legno dolce e devono difendersi costantemente dai tentativi di aggressione dei lupi (vedi la voce Lupo). Nel bosco dei Ronfi vivono, naturalmente, anche gli animali "canonici" che partecipano alle avventure in funzione di comprimari: tra gli altri, un saggio topo, un Orso paziente, un pennuto nero (probabilmente un picchio) dall'aria scettica e palesemente infastidita da quanto accade; e poi, laboriosi e un po' saccenti Castori, vispi scoiattoli, gatti selvatici di pessimo carattere, conigli mattacchioni e chiacchieroni ecc... L'avventura-tipo dei Ronfi si snoda generalmente secondo questo schema: 

  • Il Ronfo si caccia in un guaio (per lo più a causa della propria sbadataggine e "pasticcioneria").
  • Il Ronfo non si rende conto, in genere, del pericolo in cui si trova e dà un'errata interpretazione alle peripezie in cui è coinvolto.
  • Il Ronfo si salva grazie a fortunate combinazioni di eventi del tutto indipendenti dalla sua volontà.

b) Storie dei Ronfi "evoluti": qui troviamo dei Ronfi più "umanizzati", che vivono in un loro villaggio ben organizzato, alle prese con la realtà dei nostri giorni. Anche questi Ronfi si nutrono di legno dolce, che producono grazie a una formula segreta, nota soltanto a essi. Il loro principale nemico è il Professor Wolf. L'avventura-tipo di questo filone si articola generalmente così: 

  • Il Professor Wolf inventa qualche prodigioso marchingegno a danno dei Ronfi (macchine inquinatrici, perturbatrici del clima, dell’ambiente, ecc...).
  • I Ronfi sembrano "alle corde".
  • Un imprevisto manda all'aria i piani del diabolico scienziato. 

In queste storie compaiono diversi personaggi fortemente caratterizzati. I principali sono: Pier Ronfo, Gregorio, il Dottor Ronfstein (vedi le rispettive voci). 

 

FORTUNA – E' quella che assiste sfacciatamente i Ronfi: solo a essa questi sciagurati e disastrosi animali devono la propria sopravvivenza (vedi anche la voce Sfortuna). 

 

GREGORIO – E' un lupo-bassotto piuttosto tonto, assistente del Professor Wolf, del quale vive in ammirazione incondizionata e quasi servile. 

 

 

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