Il papà dei Ronfi è Adriano Carnevali, autore particolarmente attivo negli anni '70/80, ma di cui fino ad oggi non si avevano moltissime notizie.

Per colmare questa lacuna, ho proposto via mail all'autore una mini-intervista di 10 domande alla quale Adriano ha accettato con entusiasmo di sottoporsi, andando ben oltre le più rosee aspettative ed inviandomi in tutta risposta un completissimo documento contenente moltissime notizie che sono assai lieto di pubblicare.

 

 

 

PARLANDO (FORSE TROPPO) DI ME

di Adriano Carnevali

 


Adriano Carnevali (2006)

Sono nato a Milano nel 1948 (il 16 Settembre). Nel 1972 mi sono laureato in lettere, con il proposito di fare l'insegnante, ma il mio vero sogno era quello di potermi dedicare all'umorismo scritto e disegnato (una passione che coltivavo fin da bambino, scrivendo racconti e disegnando vignette, storielle illustrate, ecc.): lo ritenevo per l'appunto soltanto un sogno, pressoché impossibile a realizzarsi, e fu dunque con scarsissime speranze di concretizzazione che, nel 1973, preso il coraggio a due mani, presentai le mie prime proposte di vignette (all'agenzia Disegnatori Riuniti, del geniale Cassio Morosetti, che a quel tempo gestiva i migliori disegnatori umoristici italiani), la mia prima proposta di 'striscia' (al Corriere dei Ragazzi, allora diretto da Giancarlo Francesconi; la serie si intitolava "L'astuto Ulisse" ed era una scherzosa rivisitazione della mitologia greca), la mia prima proposta di tavola a fumetti (al Corriere dei Piccoli, diretto da Luciano Visintin; la serie si intitolava "Il drago e il cavaliere").
Se le risposte  fossero  state  negative (come temevo sarebbe

accaduto) avrei probabilmente abbandonato il proposito di fare il cartoonist e, deluso e frustrato, avrei seguitato a tormentare dalla cattedra generazioni di studenti. Invece (di certo grazie alla stessa divinità che assiste i Ronfi impedendo a questi disastrosi animali di estinguersi a dispetto della loro sciagurata inettitudine) tutte le suddette proposte andarono a segno: conobbi così un inizio di carriera per me folgorante, e ne trassi una carica di entusiasmo tale che, a distanza di oltre trent'anni, non si è ancora smorzata.

Nel 1974, poi, sull'onda di quel felicissimo esordio, riuscii a piazzare anche la mia prima storia a fumetti di più pagine (e lasciai l'insegnamento, iniziato da due anni come incaricato di italiano e storia in un istituto commerciale, riuscendo così nella singolare impresa di trasformarmi in ex-professore prima ancora di essere diventato un professore vero...): l'episodio iniziale della serie a cui forse sono più legato e che purtroppo ebbe vita breve. Si trattava della "Contea di Colbrino", un fumetto ambientato in un'immaginaria città italiana alla fine del XV secolo: nei vari episodi, accanto ai personaggi di fantasia (il conte-duca Guidoaldo, il suo segretario ser Temistio, costretto dalla sfrenata ambizione del cinico signore a lasciare le proprie amate occupazioni letterarie per avventurarsi nelle più pericolose e squinternate imprese), comparivano anche i grandi protagonisti del Rinascimento (Leonardo, Machiavelli, Ariosto ecc.), visto naturalmente in chiave comica e con qualche riferimento satirico alla realtà del mondo di oggi. "Colbrino" uscì sul Corriere dei Ragazzi (direttore Alfredo Barberis) dal 1974 al 1976 (se non sbaglio) e riscosse un notevole successo presso i lettori: ancor oggi mi capita di incontrare qualche ormai più che maturo "fan" di quella serie. Purtroppo "Colbrino" ebbe vita breve perché finì con il Corriere dei Ragazzi: la testata cambiò direttore e nome trasformandosi in Corrier Boy (in seguito Boy Music) e abbandonando le tradizioni fino ad allora seguite, fondate sul fumetto di qualità e sul divertimento intelligente, per seguire una strada più "consumistica" e di minor impegno. Per la verità il nuovo direttore (Raffaele D'Argenzio) mi chiese di continuare "Colbrino" (mentre altri "storici" fumetti, come lo straordinario "Valentina mela verde", della grandissima Grazia Nidasio, vennero eliminati) in una forma meno "letteraria" e più facile; io ne realizzai qualche episodio, ma mi resi presto conto che in tal modo avrei finito con lo snaturare i miei personaggi e lo spirito stesso della serie, ragion per cui preferii lasciare.

Oltre alla "Contea di Colbrino" (in tutto una trentina di episodi di 8 pagine ciascuno), per il Corriere dei Ragazzi avevo realizzato diverse doppie pagine di argomento storico (tipo "Le guerre persiane viste da Carnevali"), una serie di strisce di fantascienza ("2001 e mezzo"), alcune vignette che illustravano dei servizi di argomento scolastico, nonché le strisce e le vignette per due diari scolastici allegati al Corriere dei Ragazzi (su uno di questi figuravano anche le strisce di un altro fumettaro esordiente: "Lupo Alberto", di un certo Guido Silvestri in arte Silver, non so se qualcuno lo ha più sentito nominare...).

Per darmi un po' di arie concludo con un piccolo aneddoto: un giorno, nella redazione del Corriere dei Ragazzi, mi venne incontro un ragazzo che si era presentato per proporre delle sceneggiature (e che in seguito divenne redattore del giornale); mi strinse calorosamente la mano sostenendo convinto che secondo lui "Colbrino" era il miglior fumetto pubblicato in Italia. Rosso per il complimento,  ringraziai augurandogli di avere anche lui fortuna come autore di fumetti. Si chiamava Tiziano Sclavi: non so se pure di quel giovane di belle speranze si è più saputo qualcosa...

Dimenticavo: "Colbrino" riapparve (in un unico episodio) su un numero del "Mago". Inoltre, agli inizi egli anni Novanta, ne realizzai un'altra decina di episodi (di 8 pagine ciascuno) per il Corriere dei Piccoli, in una versione necessariamente semplificata (per via del target di età cui il giornale si rivolgeva) rispetto a quelli precedenti.

Oltre che con il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi (le due testate che ho amato di più), ho collaborato con molti altri periodici. Ho pubblicato diverse migliaia di vignette un po' su tutti i quotidiani, settimanali e mensili italiani (soprattutto nel periodo in cui la vignetta - oggi decisamente in declino -  costituiva un genere molto richiesto); alcune serie di strisce (le principali sono: "SPQR", ambientata nell'antica Roma durante la caduta dell'Impero, finora circa 1000 strisce pubblicate su Relax; "Vita d'inferno", "Romito", "Il West" attualmente pubblicati su Relax e I Puzzle di Relax); tavole a fumetti ("Il prode Orlando" e "Amica tivù", attualmente pubblicati su Minirelax); un migliaio di giochi logici illustrati (soprattutto per La Settimana Enigmistica, settimanale per il quale ho anche realizzato due lunghe serie di giochi, storici e letterario-cinematografici: "Il professor De Nuvolis" e "Il regista Burberoni", oltre alle strisce della serie "Spot mitologico" e diverse altre cose); molte tavole a colori.

Inoltre ho scritto (e scrivo) racconti umoristici, gialli, giochi di intelligenza, rubriche varie. Per diversi anni ho lavorato abbastanza intensamente come autore di programmi radiofonici ("Misterradio", "Alta definizione", "Bella scoperta", "Cari amici lontani lontani", "Tempi che corrono"...) e televisivi ("L'altra domenica", "Crazy bus", "Estate 5", il programma di pupazzi animati "Gommapiuma", la sitcom "Finalmente soli", "Gian Burrasca"...).

Ricordandomi, di tanto in tanto, che se fossi stato una persona seria avrei dovuto fare l'insegnante, ho lavorato anche nel settore dell'editoria scolastica (per lo più in collaborazione con mia moglie, Donatella Zanacchi, che è anche autrice di libri di testo), illustrando diverse grammatiche e scrivendo i testi di un volume (Geografia) dell'enciclopedia Motta per ragazzi.

Dal 1990 ho costituito, con due soci (Beppe Zatta, autore come me di vignette, giochi ecc... e Silvano Rocchi, uno dei più qualificati enigmisti italiani) la società E’unidea, che opera nel campo editoriale (prevalentemente nel settore dell'enigmistica, ma ci siamo occupati anche di altro: dal 1998 al 2001 siamo stati completamente assorbiti, con un nutrito staff di collaboratori guidati da mia moglie, da un'impresa titanica quale la redazione della nuova enciclopedia generale Motta).

Dal 2003 ci è stata affidata dall'editrice Fiesta la realizzazione completa di alcune riviste di enigmistica con le quali già in precedenza avevamo collaborato: i mensili Relax, I Puzzle di Relax, il settimanale Minirelax (che abbiamo rilevato dal succitato Morosetti, il quale li aveva creati e gestiti fino ad allora); a questi si sono aggiunti altri due mensili, Crucirelax e Civiltà enigmistica. Per tutti questi giornali (ai quali da sempre collabora attivamente come autrice anche mia moglie) continuo a produrre vignette, strisce, tavole a colori, racconti, rubriche, ecc...

Infine, da qualche anno mi dedico parecchio alla pittura e alla produzione di composizioni in legno e bassorilievi in creta: per tentare di dare una svolta professionale anche a questa attività ho aperto (ad Angera, sul lago Maggiore) un piccolo negozio-esposizione delle mie opere (Fantasticarte).

Che altro dire? Da tempo abito fuori Milano, in una situazione più adatta ai numerosi cani e gatti di varia provenienza che hanno adottato me e mia moglie (e non viceversa, come qualcuno potrebbe erroneamente credere)”.

 

 

 

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